Sono il bagliore di sole sulla mela che brilla
Sono il profumo di ferro dell’aratro che falcia la terra
Sono il verme squarciato sull’erba
Sono il passero fermo sul manico della forca infilata nel fieno
Sono la goccia che gronda dalla pompa dell’acqua e tracima dal secchio
Sono il grigio della pietra sul filo che sfrega la falce
Sono il vento che smuove il nailon spezzato della porta alle balle di fieno
sono il giallastro puntato della fragola acerba che spunta dai buchi del nero del telo
Sono la forza del nodo del vimini che abbraccia la vite col palo
sono il rigo di ruota che tiene giu l’erba sul passo di accesso al capanno
Sono i lenti singhiozzi dei colori farfalla che tagliano il sole e ondeggiano sul verde di maggio
Sono il buio della punta dell’ascia affondata nel pioppo che uccide la pianta
Sono la macchia di nero di olio sulla maniglia del cancello dei polli
Sono il caldo che entra nella lucertola ferma sulla ruota del carro
Sono la ruggine del martello asciutto dall’ultima pioggia
Sono il rumore del salice spettinato dal vento
Sono il soffione rotondo e compatto che spunta dall’erba e nessun bimbo ancora ha soffiato
Sono quel campo
Quando sono in quel campo
Io sono il campo.