Il campo

maggio 27, 2010

Sono il bagliore di sole sulla mela che brilla
Sono il profumo di ferro dell’aratro che falcia la terra
Sono il verme squarciato sull’erba
Sono il passero fermo sul manico della forca infilata nel fieno
Sono la goccia che gronda dalla pompa dell’acqua e tracima dal secchio
Sono il grigio della pietra sul filo che sfrega la falce
Sono il vento che smuove il nailon spezzato della porta alle balle di fieno
sono il giallastro puntato della fragola acerba che spunta dai buchi del nero del telo
Sono la forza del nodo del vimini che abbraccia la vite col palo
sono il rigo di ruota che tiene giu l’erba sul passo di accesso al capanno
Sono i lenti singhiozzi dei colori farfalla che tagliano il sole e ondeggiano sul verde di maggio
Sono il buio della punta dell’ascia affondata nel pioppo che uccide la pianta
Sono la macchia di nero di olio sulla maniglia del cancello dei polli
Sono il caldo che entra nella lucertola ferma sulla ruota del carro
Sono la ruggine del martello asciutto dall’ultima pioggia
Sono il rumore del salice spettinato dal vento
Sono il soffione rotondo e compatto che spunta dall’erba e nessun bimbo ancora ha soffiato

Sono quel campo

Quando sono in quel campo

Io sono il campo.

Aforismi del guerrazzi

maggio 3, 2010

- Non credo in dio, credo nella chiesa. Sfido chiunque a dimostrare che non esiste

- Dio è una cosa esclusivamente umana. se non sbaglio nessun altro animale adora feticci.

- I veri amici si vedono nel momento del bisogno, loro.

- In mancanze del meglio il peggio è sempre a disposizione

-Ci sono 2 tipologie di famiglie. quelle con i cassetti pieni di penne che non funzionano e quelle con 1 sola penna che va ma non si trova.

-Se uno nasce mancino e poi lo costringono a usare la destra dirà per tutta la vita che è ambidestro , non ambisinistro. Perché tutti vogliono che sia da tutte e due le parti destro

-La stupidità è soggettiva ed è relativa a quanto una cosa o una persona mi dà l’idea che mi faccia perdere tempo.

-Non ho il dono dell’obliquità, solo quello orizzontale

amarsi faccefaikm

maggio 3, 2010

Eh si
quando ti ho vista la prima volta eri proprio bella
però
quando ti ho vista la seconda volta eri ancora piu bella
però
me lo sento, la terza sarai ancora piu bella
però
ma che casino vederti.

il tatuaggio

maggio 3, 2010

LUNA PARK
a tutta pancia
e una freccia rossa con la punta verso il pisello.

siamo nell’82, caserma ederle di palmanova
una cittadina medievale fredda nell’udinese a forma di stella
fantastica dalle foto aeree
decisamente orribile vista da 1 metro e 70 da terra.

lui è un tombolotto tarchiato biondo spelacchiato
e pizzetto a capretta, bergamasco.
mostra questo popò di tatuaggio a tutti e ne va pure fiero.

ecco il massimo che ci faccio li per passare il tempo
sono le penne bic rivestite pazientemente di fili da cucito
che sembriamo tutti culattoni dai cassetti pieni di questa roba.

ma questo tizio vanta una serie interminabile di tatuaggi
disseminati senza ordine e logica su quella pelle pallida e piena di nei

se l’è fatti da solo.
questo pare sia lo show del momento
s’era sparsa la voce che c’è uno che sa come si fanno i tatuaggi.

andiamo a vedere
e tutti intorno, in mezzo c’è questo capretto che scopre le braccia, le gambe
maaaa roba da urlo, fatti con l’accetta, blah

vabe, cazzi suoi, piacciono a lui.
fino a che non scopre la pancia, ride e tentenna la testa annuendo
hihihihi

(una ola attraversa tutte le 40 camerate)

BWHAHHHAHHA MA DA DOVE E’ USCITO QUEST’IMBECILLE AHHHAHHAH

MA DAI
ma sei scemo?

Luna Park sul cazzo.

ma non te lo levi piu
- no, no, l’ho fatto per ride.
eh bah, ma infatti le risate.
risatone

vabe, facci vede come si fanno.
ta ta ta
e parte la tatuo-diffusione tutti ad auto-marchiarsi

una penna bic
(c’abbiamo piu penne bic che armi)
3 aghi legati stretti in cima
inchiostro nero e rosso

e nella solitudine piu intima
mi ricordo di aver retto gli strumenti in mano per un po
pensando a dove e a cosa tatuarmi

un posto invisibile
che non si scopre mai

eh bah ma come c’arrivo sul culo.
non c’arrivo.

alla fine decido
sulla pianta del piede

lontano dalla vista, quasi sempre coperto. lo faccio piccolo
evvai

cuoricino sulla nocca laterale del piede
luna e stella sulla pianta

ma piccoli
piccolissimi

bellissimi, ne vado ancora orgoglioso.
forse l’unico tatuaggio che piu mi piace al mondo.

perché mi scordo di averli
me lo ricordano d’estate
o nei letti
e ogni tanto come magia
escono fuori questi cosini
abbastanza particolari, dai.

tutti gli altri non li sopporto

lo stesso giorno n’ho fatto uno sul polso
sotto l’orologio.
il simbolo della pace.
20 minuti per farlo
5 minuti per pensare
poi una mezzoretta per cancellare
che non l’ho sopportato da subito

(coooome?? e io ora devo vedere tutta la vita sta cazzata??)

sai come l’ho cancellato?

con la sigaretta.
ho preso la lametta e ho fatto i peli
soffio sul mozzicone e l’avvicino alla pelle
quando esce la bolla lo sposto finche non è completato il giro.

dolore no?
nemmeno un po
perché mentre soffi non si scaldano i tessuti sotto
il calore fonde solo la pelle e la alza.

vabe, schifo. condivido.
ma non si sente niente e viene via tutto.

ti fa una bolla che la cupola del brunelleschi non è niente
ma nel giro di 12 anni non vedi piu nemmeno la cicatrice.

vabe, meglio del tatuaggio, garantisco.

lo scivolo

maggio 3, 2010

Se fossi il comandante di tutto
per prima cosa farei una cosa
che non si puo andare in macchina da soli

se no multa.
se no se sei solo puoi andare coi mezzi
che la macchina non ti serve

così se devi andare in ufficio
una volta te e una io
una botta all’economia
una all’inquinamento
una al casino
una alla socializzazione
avrei risolto un mucchio di problemi

ma se fossi il comandante
farei subito una legge ad personam
mi costruirei uno scivolo
lungo come la fame
ma di tot chilometri
lungo lungo

che parte dalla montagnola
e scende giu piano
si attorciglia intorno ai laghi
alle case
gira fra gli alberi

curve paraboliche
sotto le strade
sopra i treni
intorno alle piazze
ai bar

poi in picchiata
e risale su
per tornare giu a spirale
50 anelli di scivolo

e per un ingegnoso meccanismo di forze
torna al punto di partenza
che gli ingegneri serviranno pure a qualcosa
le sapranno fare queste cose
se i romani mandavano l’acqua in su
penso che per gli ingegneri portrci il culo è piu facile

vabe, mezz’ora per farlo tutto

ci vanno i grandi
che reggono i bimbi
ma anche i grandi da soli
se sono tristi
che fa bene il vento nei capelli

che lo scivolo
anche se è mezzo metro
per i bimbi è sempre magico
ma i grandi tante volte sono tristi
e ci vuole lungo

gli serve piu tempo
per lasciarsi andare

ma ecco
se fossi il comandante
direi a tutti gli ingegneri
di fare in ogni comune di ogni città
le cose piu grandi del mondo
la casa fatta a panino piu grande del mondo
il parco del sistema circolatorio
quello del sistema digestivo
sai con tutti i tunnel
o dentro il cervello
o la caverna orecchio piu grande del mondo
cose cosi
lo zucchero filato piu enorme
la piazza di cioccolato con la fontana
il treno di legno
i teletubbies
la casa dei barbapapà

ecco cose cosi
che in macchina
non da soli che non ci puoi andare che ti multano
carichi tutti
e ti sposti da un posto a un altro
e trovi cose diverse
ganze
per sognare
per vivere della bellezza della fantasia

ecco se fossi il comandante
qui farei lo scivolone gigante.

ma non sono il comandante
e lo so
lo so che non è un caso.

t’amo pio bove

maggio 3, 2010

eh ma mi sono chiesto
com’è possibile tutto questo successo
per uno squilibrato che ama un bove
e lo dice anche.

m’è toccato andare a vedere.
e lo sai
che è proprio una bella poesia

anche se te lo devo dire
io avrei aperto un po meno ambiguo
ma bella
romantica
bucolica
evocativa

e ho pensato
ma il carducci
il carducci
cosa direbbe

t’amo macchina semovente per lo spargimento di antiparassitari
t’abbraccio potatrice automatica
ti piglio diserbatore elettrico

no, non lo farebbe
non amerebbe questi cosi
un bove si
ma questi cosi non ci credo

gli sarebbe rimasto il tramonto
l’alba
qualche uccellino durante il fermo venatorio
e la gente

la gente.
si
non gli sarebbe rimasto nient’altro da guardare.

a te

aprile 13, 2010

la foto che ti ho scattato
quella foto
è un bel primo piano

l’ho messo sul desktop

così sullo schermo
hai le dimensioni
quasi vere

a volte mi capita
che chiudo tutte le finestre
icone tutte intorno
alla cazzo
ma non su di te

chiudo tutto
accendo una sigaretta
e resto a fissare il monitor

cosi
se sono triste
a fine sigaretta
è passato tutto

David

aprile 6, 2010

é pasqua e a pasqua i bimbi scartano le uova
per vedere la sorpresa
e il piu delle volte ci restano di merda

e oggi davide l’ha fatta a me una sorpresa grande

io che non vedo davide saranno 25 anni
e ci siamo ritrovati qui su questo coso un po di tempo fa

davide me lo ricordo non era un pazzo
non era uno fuori di testa
era un ragazzino pulito, sempre vestito bene, educato
di quelli che piacciono alle mamme
anche alla mia, piaceva

tra l’altro chissà quanto gli sarà costato il diavolo
che è uguale a 25 anni fa.

davide non era un pazzo.
ma una sera non so cosa gli prese
torniamo da un giro di bevute
o da una discoteca, boh non mi ricordo
le 4 di notte
ci mettiamo a vedere chi ha lasciato la macchina aperta

così, mentre passiamo, mano alla maniglia
se si apre entriamo e prendiamo quel che c’è

mai visto davide così
vabe, dai, si ruzza.

che al minimo rumore si scappa

una è chiusa
l’altra è chiusa
l’altra ancora chiusa

a una si apre la bauliera

davide entra da dietro e si stende fino al cambio
niente
davanti niente
dietro niente
in bauliera niente

merda.

vabe, dai andiamo a casa
macché, aspetta.

altra macchina
altra bauliera aperta

dal buio spunta la sagoma di un borsone da viaggio

EMOZIONE!

tiriamo piano la zip nella notte sepolcrale

z-z-z-z-z

e nel fondo della caverna di quella notte d’estate bollente
si mostrò in tutta la sua maestà
il bottino piu ghiotto che potessimo mai sperare di trovare

un tesoro

nuuuuuuuuuuooooOOOStupoooooreee (piano ma molto sentito)

gli occhi brillano a tutti e due

che ti puoi immaginare in un borsone di una macchina aperta
cosa vuoi sperare di trovarci
dei panni.
magari panni da lavoro infangati
o tute da ginnastica
un pallone
vibratori
e invece no
come nei film di james bond
dalla V aperta della zip
la luce dei lampioni scopre a mazzetti
stipati fino a farla scoppiare
qualcosa che ci affondiamo subito le mani
per vedere se i nostri occhi non sono stati ingannati
e se tutta la borsa è piena di quei cosi

piena
piena zeppa

c’è una quantità industriale di giornalini (i fumetti, via)
ce n’è di tutti i tipi, marche e gusti e colori

Topolino
I fantastici 4
Batman
Dylan Dog
Mr Mortimer
Lando
L’uomo ragno
Alan Ford
Diabolik
Kriminal
Kattivik
Nick Carter
- da dove vengono tutti sti giornalini???
- mammaaaaa e ma li buttavano via!

Buckowsky

aprile 6, 2010

l’ho fatto
mi sono deciso

ho letto poche cose
3 poesie
di cui nemmeno ricordo il titolo

no, davvero non me le ricordo
che ho chiuso subito
che sto al lavoro
nei 5 minuti fra una cosa e l’altra

madonna quanta roba
c’è tanta roba
ma tanta tanta roba

e allora l’ho scelte un po a caso
meglio poesie
saranno corte
si capirà qualcosa
anche se le poesie mi annoiano

ho dovuto
perché sembra che lo ricordo
ma dai
pensavo che tanti scrivono simile a qualcuno
tanti dipingono simile a qualcuno
tanti cantano simile a qualcuno
tanti
tutti somigliano a qualcun altro
e tanti somiglieranno a buckowsky
e allora che guardo a fare
che poi ci rimango male
che penso di suonare 10 e poi vedo cose che suono 1
che penso di dipingere 10 e poi vedo cose che dipingo 1

e vabè l’ho fatto
che sarà mai
chi è questo buckowsky maledetto

una via l’altra
click

la prima

click

la seconda

click

la terza

poi ho chiuso tutto

che sono in ufficio
che senz’altro sono passati 5 minuti
e penso che dovevo fare qualcosa
ma non lo so piu

sto piangendo

Gessato

aprile 6, 2010

scritto mercoledì 24 marzo 2010 alle ore 23.36

oggi c’era uno strano figuro sul treno di fianco a me
imbalsamato in un vestito gessato blu
anche il taglio di capelli era gessato
anche il cellulare, che gliel’ho visto, era gessato.

mi sono seduto che parlava col cello gessato.
sicuramente di la un altro tizio tutto gessato

sponsor, magliette, squadra, meeting, convention, competitors, businness, strategia.

quando pronunciava queste parole gessate il tono di voce diventava gessato.
piu calmo, sicuro, voce calda da rango di razza superiore.
poi tornava un papero, ma su quelle parole era proprio un bel gessato.

ho pensato però, cazzo dai, ci sa fare.
un gran bel venditore.
il venditore si fa cosi.

ma poi ho pensato che l’altro gessato non era altro che un altro venditore.

si perché dopo quella estenuante telefonata tutta gessata
quando ha buttato giu non si dava pace che non stava piu gessando al telefono con qualcuno.

e allora penso che abbia fatto una serie di numeri alla cazzo
ma giusto per gessarsi, non so quanto per vendere delle cose.

fattostà che delle altre cinque telefonate partite come gessate
esordite dai convenevoli della buona educazione

quando dopo 30 secondi il gessato arrivava a
- ho un idea in mente, una mia idea..
la frase immediatamente successiva che ho sentito era
- si si scusa ciao ciao ciao cià

e mi sono dispiaciuto per lui
e che quella del gessato blu non deve essere una gran bella vita


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